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George Steiner
Del 09/05/2013 di Angela Fiore - Il linguaggio è un'arma, comprenderlo significa comprendere l'umanità.
George Steiner afferma di aver basato buona parte della sua vita sul principio di Goethe per cui "nessun monoglotta conosce veramente la propria lingua". Oltre a parlare almeno quattro lingue (inglese, francese, tedesco e italiano), Steiner ha fatto dello studio del linguaggio in sé il perno della sua carriera. Studioso di stampo rinascimentale, che concepisce l'idea del "letterato" come uomo versato tanto negli studici classici e umanistici quanto nelle scienze, ha analizzato, proprio a partire dal linguaggio, le pulsioni e i rivolgimenti che hanno portato ai capitoli più bui della storia umana.
Una parte centrale del pensiero di Steiner è "lo stupore, per quanto ingenuo possa sembrare, davanti al fatto che il discorso sia contemporaneamente un mezzo per esprimere amore, per costruire, per perdonare e anche per torturare, veicolare odio, distruggere e annientare".
Lo studio appassionato di ogni espressione linguistica si traduce, naturalmente, in un profondo amore e in un religioso rispetto per i libri, considerati come depositari potenzialmente immortali del progresso della civiltà - argomento centrale del recente saggio I Libri Hanno Bisogno di Noi, edito in Italia da Garzanti.
Lo studio approfondito del linguaggio e delle diverse culture che esso incarna, tuttavia, non ha portato Steiner a conclusioni particolarmente positive sulla natura umana: in un articolo per il Daily Telegraph, Stainer ha sostenuto che il razzismo sia connaturato alla natura profonda delle civiltà umane e che la tolleranza, viceversa, sia una conquista superficiale.