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Milo Manara, per tutti sinonimo di Eros: collabora anche con Fellini, Almodovar e Jodorows...
Notizie Milano

Milo Manara, l'eros e il corpo

Del 01/10/2013 di Lucia Conti - L'arte "popolare" del celebre fumettista, noto in Italia e all'estero per la conturbante procacità delle sue eroine.

Maurilio Manara, conosciuto da tutti come Milo, è un fumettista che ha saputo dare volto e corpo non solo all'eros, ma anche a una concezione popolare dell'arte, genuinamente votata alla venerazione dell'immaginario collettivo.

Nasce come pittore, ma abbandona presto questa strada sulla scia delle polemiche del periodo (ci troviamo in pieno fervore sessantottino e il bisogno di trovare un senso "sociale" alla creatività è vissuto come un imperativo categorico). In particolare Manara contesta all'arte figurativa di essere diventata un feticcio per gli investitori e di essere stata definitivamente soppiantata dal cinema e dalla televisione nella capacità di attirare l'attenzione delle masse.

Si dedica a questo punto al fumetto d'autore per adulti, convinto del fatto che forme d'arte "pop" come l'espressionismo astratto di Pollock e Rauschenberg abbiano trovato un naturale complemento nella corrente ispirata dalle pin-ups, che garantisce un aggancio più diretto alla fantasia popolare. Per usare le sue stesse parole: "Il camionista non si attacca sul camion un quadro di Jasper Johns, si attacca giustamente una bella pin-up. Devo alle mie pin-ups il fatto di poter ancora divertire, di essere vicino alla gente... le pin-up sono la stella cometa di noi fumettari".

Alla fine degli anni sessanta dà vita alle storie erotico-poliziesche della collana Genius e alle avventure della bella corsara Jolanda de Almaviva.

C'è quindi una parentesi che lo vede lavorare per il "Corriere dei ragazzi" e per la rivista satirica "Telerompo". Per Larousse realizza la "Storia di Francia" (più "La scoperta del mondo" e "La Cina") e per Mondadori la "Storia d'Italia a fumetti" di Enzo Biagi.

Nel 1993 collabora con il regista spagnolo Pedro Almodovar e il risultato è "La feu aux entrailles", mentre per "Playmen" illustra il fumetto "Il gioco", che sarà ristampato più volte e sancirà il suo successo, anche internazionale.

Dalla collaborazione con Federico Fellini nascono "Viaggio a Tulum" e "Il viaggio di G.Mastorna detto Fernet". Manara disegna anche il manifesto di "Intervista" e de "La Voce della Luna", l'ultimo film del regista riminese. Molte illustrazioni risultano inoltre influenzate dall'immaginario del maestro, che al fumettista è legato da un'amicizia sincera e totalmente indipendente dal loro rapporto professionale.

Con Hugo Pratt scrive a quattro mani le storie "Tutto ricominciò con un'estate indiana" ed "El Gaucho",  pubblicate sulla rivista "Corto Maltese" e considerate dei veri e propri capolavori.

Alle soglie degli anni novanta e nell'ambito della storia "Il profumo dell'invisibile" viene lanciata sulle pagine della rivista "Totem" la seducente e maliziosa Miele, il cui nome allude a dolcezze erotiche e nascoste e che somiglia vagamente all'attrice americana Kim Basinger.

Intanto Manara disegna copertine di dischi, pubblica per Marvel Italia una variazione al femminile della famosissima saga degli X-Men ("X-Men- Ragazze in fuga"), collabora con la DC Comics realizzando la storia di Desiderio per il progetto "The sandman Endless nights" e su soggetto di Alejandro Jodorowsky realizza "I Borgia", di cui Mondadori pubblica tre volumi inediti. Esordisce inoltre in rete con dei contributi pensati apposta per quella che è la nuova frontiera della comunciazione multimediale, anche e soprattutto nelle implicazioni "popolari" che a Manara stanno ancora a cuore.

Nel 2011, infine, una sua tavola pubblicata su "Il Fatto Quotidiano" suscita molte polemiche e una prepotente indignazione negli ambienti cattolici. Nella tavola il defunto papa Wojtyla appare infarri circondato da procaci angeli di sesso femminile, seminudi e ammiccanti: una perfetta riproduzione del paradiso visto da Manara.

Le sue mostre hanno fatto il giro del mondo e i suoi lavori saranno di nuovo esposti a Milano a partire dal 3 ottobre.

Categorie: Arte e cultura

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