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Alberto Andreis, pittore e scenografo: ritrae paesaggi abbandonati e rovine senza tempo
Notizie Milano

Alberto Andreis e il respiro dell'assoluto

Del 02/10/2013 di Lucia Conti - L'artista bresciano ha un approccio onirico, che partecipa di atmosfere sia metafisiche che surrealistiche.

Alberto Andreis (Brescia, 1959) esprime la sua creatività in ambito prevalentemente pittorico e scenografico.

Diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera, ha occupato la cattedra di scenografia all'Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia.

Come pittore, essenzialmente figurativo, mostra un approccio metafisico, onirico, nostalgico, dominato da architetture ed atmosfere capaci di evocare al tempo stesso il respiro dei secoli e la malinconica solitudine dell'assenza.

In questo tipo di rappresentazione il cielo si staglia come elemento centrale e sovrasta paesaggi disabitati e monumenti abbandonati, simbolo di un'umanità che vorrebbe essere eterna, ma non può che consumarsi nel presente.

Sul piano cromatico la predominanza di toni buciati e di colori caldi rimanda costantemente e simbolicamente alla terra e alla pietra di cui è fatto il mondo. Al contrario lo stacco cromatico del cielo, ricco di sfumature blu e dorate di struggente bellezza, evoca tutto ciò che l'uomo può soltanto sognare, travolto dal fluire delle cose e dalla natura effimera dell'umana esistenza.

La torre di Babele è un altro elemento ricorrente. Rappresentata più volte in fasi diverse della sua costruzione e distruzione, si pone come un altro perfetto ritratto dell'ambizione umana e della sua inevitabile frustrazione di fronte all'assoluto.

Come pittore Andreis ha esposto nell'ambito di numerose mostre tra le quali “Ultime Generazioni” alla XII Quadriennale d’Arte di Roma, “Surrealismo Padano da De Chirico a Foppiani” ed Arte Italiana 1968 - 2007” a Palazzo Reale, a Milano.

Come scenografo ha partecipato al progetto per le scene del film “Cirano De Bergerac” di J. P. Rappeneau, Oscar 1990 per i costumi e nomination per le scene, e si è inoltre distinto in diverse produzioni sia italiane che straniere.

Nel 1985 ha firmato la scena del suo primo spettaolo al Theatre de Carouge di Ginevra con “Le Batteau pour Lipaia” di Arbuzov.

Al momento vive e lavora a Parma.

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